Milano-Palermo in bici. [30 milioni dalla Banda Larga alla tv]

Milano-Palermo in bici. [30 milioni dalla Banda Larga alla tv]

Feb 21, 2011
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L’Italia si dimostra nuovamente decisa a rimanere indietro. Mentre in America – giusto per citare un caso tra i più eclatanti – il presidente Obama ha invitato a cena pochi giorni fa i dodici boss della rete e dell’informatica, come Jobs e Zuckerberg, convinto nell’affermare che internet e social network annessi sono e saranno un punto fondamentale della società, noi, italiani, siamo lo stato dello slogan “più tv, meno internet”.

Si sta divulgando a gran velocità in rete la notizia che spiega come l’Italia abbia deciso di destinare moltissimi fondi allo sviluppo del digitale terrestre a sfavore della banda larga. I fondi dedicati nel 2009 allo sviluppo della banda larga erano una quantità considerevole: 800 milioni di euro che oggi sono letteralmente evaporati, lasciandone intatti solo una settantina. A questo punto della questione, non essendo né un politico né un grande esperto del digital divide, mi limiterò a fare delle considerazioni personali da semplice cittadino. Prima di tutto credo che vada messa in chiaro la diversità sostanziale delle due parti prese in causa. La tv è una cosa, internet un’altra. Sono dell’opinione che ad oggi, la televisione italiana non faccia più l’informazione che dovrebbe fare. Non trasmette cultura, non insegna, non stimola, non propone. E non lo dico pensando ai vari reality che abbondano in tv, lo dico per il semplice fatto che ormai ciò che viene proposto in televisione, rapportato alla risorsa internet, è in proporzione decisamente molto bassa.

Quando al telegiornale annunciano le notizie, su Twitter, se sai chi o cosa seguire, potresti già sapere tutto. Quando hai bisogno di ottenere un’informazione non trovi documentari d’ogni genere in tv, anzi… non trovi proprio nulla. Si sono aggiunti solo recentemente canali televisivi come Rai Storia che in qualche modo propongono degli interventi interessanti. Senza dilungarmi ulteriormente, per i suddetti motivi ritengo che la televisione non sia un mezzo di informazione a differenza di internet.

Differenza sostanziale però. Qualcuno ha detto che internet è l’arma di massa più potente del XXI secolo. Come tutte le cose, naturalmente, sta al buon senso dell’uomo, saper usare una grande risorsa positivamente, anziché arrecando danni irreversibili. Motivo per cui con l’estensione della banda larga ai cinquanta milioni di cittadini non coperti da questo servizio, si può realmente sfruttare internet come una risorsa, come un’occasione. In secondo luogo ritengo che un paese che non investe nella banda larga (che qui in parole povere ho chiamato internet) sia un paese in qualche modo sempre un passo più indietro rispetto ad altri. Eppure gli effetti positivi della rete si vedono rapidamente. Basta pensare alla trovata, semplicissima ma efficace, del ministro Gelmini, che talvolta parla ai giovani tramite youtube. Con una semplice webcam e un grande sito di condivisione di video, una personalità come può essere quella di un qualsiasi ministro, si avvicina a centinaia di migliaia di giovani, con un clik.
La decisione fatta dal governo, totalmente sbagliata non è: ci sono ancora molti posti in cui lo sviluppo del digitale terrestre non è così immediato. Nonostante questo però la cosa suona comunque un po’ ridicola. È come se ci ostinassimo ad andare da Milano a Palermo in bici, quando poco più in là potremmo prendere l’aereo.

L’America, ovviamente ha già i biglietti pronti. Noi, stiamo gonfiando le gomme.

FriuliADD e tutto lo staff colgono l’occasione per dare il Benvenuto a Matteo Troìa nel gruppo invitando tutti voi a visitare il suo blog.


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