Uncategorized

Obama pubblicizza un sito istituzionale.. e in Italia?

Aug 23, 2010
Nessun commento

Obama diventa promotore del nuovo sito istituzionale creato dopo la rivoluzionaria approvazione della Riforma Sanitaria Americana.

Questo è ciò che dovrebbe essere un sito istituzionale. Qui di seguito alcune immagini che parlano da sole (clicca per vederle nella risoluzione originale) questa la situazione italiana.. ma intanto noi abbiamo la PEC, no? 😉

Casa Bianca / Governo Italiano / Pres. della Repubblica / HealthCare.gov / Ministero Sanità

Hanno paura di noi.

Aug 3, 2010
Nessun commento

Voi lo sapete, chi è un blogger?
Un blogger è uno qualsiasi, un individuo, un cittadino, che un bel giorno inizia a scrivere quello che pensa in un piccolo spazio (generalmente) gratuito che qualche provider gli mette a disposizione nel mare magnum di internet.
Possono volerci mesi, e talora anni, prima che qualcuno si accorga di lui: non è infrequente, quindi, che un blogger qualsiasi si ritrovi per un periodo di tempo indefinito a scrivere decine, forse centinaia di migliaia di battute con la consapevolezza che nessuno, nemmeno uno, le leggerà. Eppure continua, credendo -o sperando- nella possibilità che prima o poi le sue idee -quali che esse siano- possano raggiungere qualcun altro e, come si dice, germinare.
Nei casi più fortunati questo momento, lentamente, arriva: certo, ci vogliono fatica, rigore e fantasia; c’è bisogno di conquistarsi le visite una dopo l’altra, con pazienza e disponibilità, inventando ogni giorno un modo nuovo ed efficace per dire quello che si vuole dire e ogni giorno correndo il rischio di perdere tutti i propri lettori in un colpo solo per aver scritto una baggianata, per essersi lasciati sfuggire una considerazione superficiale, per non aver mantenuto lo standard di qualità al quale gli altri si sono ormai abituati. E soprattutto bisogna continuare, possibilmente sempre meglio, ché quelli che leggono i blog sono -per fortuna- esigenti di brutto, e basta un’inezia per perdere quel minimo di credibilità che si è acquisita con tanta dedizione.
Non che tutto questo serva al blogger per campare, ci mancherebbe: in molti casi non gli vengono in tasca che poche decina di euro ogni mese, ottenute a stento dalla pubblicità che vende sul blog senza neanche poter chiedere esplicitamente ai propri lettori, giacché non costa nulla, di cliccare tutti i giorni sui banner che sono sul blog, ché altrimenti gli inserzionisti si incazzano e gli portano via quei quattro soldi che ha pazientemente accumulato.
Fare il blogger, insomma, costa una gran fatica e non porta alcun guadagno. Lo si fa perché ci si crede: si crede -ingenuamente, dice qualcuno, aggiungendo più o meno esplicitamente che siamo dei poveri coglioni- che le parole di una singola persona, e la loro successiva rielaborazione da parte di quelli che le leggono, possano alla lunga cambiare qualcosina; e che quella cosina -magari minuscola- possa pian piano muoverne un’altra un tantino più grande, e poi magari un’altra ancora, e poi chissà.
Ciò premesso, accade continuamente che un blogger esprima le proprie opinioni, riporti delle notizie che trova scritte su un giornale, o più raramente che dia conto delle testimonianze che ha raccolto per conto suo; può ben darsi, naturalmente, che quelle opinioni (“secondo me il Vaticano ha protetto i preti pedofili”), quelle notizie (“pare che durante il Consiglio dei Ministri Berlusconi abbia detto…”) e quelle testimonianze (“uno che è stato in carcere mi ha raccontato che…”) non siano dimostrabili: ma poiché il blogger non è un editore -il che equivale a dire, tra l’altro, che non incamera i cospicui contributi statali che agli editori sono riservati- egli non possiede gli strumenti di verifica né le competenze legali di cui invece i giornali possono dotarsi.
Ed eccoci arrivati al dunque; il tanto discusso “ddl intercettazioni” contiene una norma che non è stata rimossa neppure dopo le liti feroci che hanno spaccato in due la maggioranza: una norma che costringe tutti i blogger a rettificare ciò che hanno scritto, su richiesta degli interessati, entro lo stringente termine di 48 ore dalla notifica, pena una sanzione di 12.500 (dicasi dodicimilacinquecento) euro.
Ebbene, proprio perché -come dicevo prima- col lavoro di blogger non si campa, può essere ben possibile che in quelle 48 ore il malcapitato abbia la necessità di fare tutt’altro: lavorare, per esempio, oppure litigare con la fidanzata, o cullare il figlio piccolo che sta mettendo i denti, o andarsene al mare, o dedicarsi alle altre consuete occupazioni che caratterizzano la vita degli esseri umani; potrebbe essere che il blogger abbia espresso un’opinione propria, non fondata su prove documentali ma piuttosto su ragionamenti, congetture, ipotesi; così com’è assai probabile, infine, che di fronte ad una richiesta di rettifica il disgraziato non disponga degli strumenti giuridici per verificare se essa sia fondata o si tratti semplicemente di un’intimidazione finalizzata a fargli ritrattare quello che ha scritto perché dà noia a qualcuno.
Sapete, allora, come andrà a finire?
Andrà a finire che la maggior parte dei blogger, temendo di dover sborsare cifre proibitive per togliersi lo sfizio di scrivere quello che pensano, e stanchi di doversi precipitare a pubblicare una rettifica ogni volta che glielo chiedono, la pianteranno là e si dedicheranno ad altre cose: e che gli altri, quelli che proprio non potranno fare a meno di esprimersi, vivranno in un perenne stato di tensione aspettandosi da un momento all’altro un’allegra raccomandata in cui un avvocato sconosciuto intima loro di rimangiarsi le proprie opinioni.
E sapete chi ci rimetterà?
Ci rimetteranno coloro che frequentavano quei blog, perché evidentemente trovavano divertente, costruttivo e perfino utile leggere quello che c’era scritto e discuterne insieme.
Ci rimetteranno tutti quelli che non saranno più raggiunti dalle notiziole scomode per i potenti e dai ragionamenti fastidiosi per il regime che solo i blogger, svincolati come sono da qualsiasi considerazione legata al profitto, alla convenienza e alle amicizie che contano, si possono permettere di far circolare.
Ci rimetterà la partecipazione alla vita civile del paese, la circolazione libera delle idee, la grande opportunità che internet non si trasformi -come alcuni vorrebbero- in un’altra televisione, ma rimanga uno spazio di discussione, confronto e dibattito autenticamente libero.
Forse non è tanto vero, allora, che i blogger sono degli idealisti un po’ coglioni; forse non è vero che le cose non si possono cambiare dal basso, con pazienza, parola dopo parola, aggregando una persona dopo l’altra a un’idea, un progetto, una finalità comune.
Perché se così fosse, se quello di cui i blogger si occupano fosse solo fuffa senza corpo né sostanza, allora non cercherebbero di metterli a tacere in questo modo.
La verità, quella vera, è che hanno paura di noi.

Original

Una settimana. Edit: più o meno..

Jul 29, 2010
Nessun commento

Martedì scorso nasceva, forse un po’ prematuramente, il primo portale contro il Digital Divide friulano: FriuliADD.org.

E’ passata quasi una settimana. Mi dicon che devo tirar un po’ le conclusioni, ma sarà l’ultima volta che lo farò 😉

Numeri

Abbiamo avuto molti problemi al server, e quindi le nostre news stanno andando a rilento, dal prossimo lunedì tutto dovrebbe andar meglio. Intanto abbiamo ricevuto (a ieri) 733 visite, un ottimo dato che ha superato le nostre iniziali aspettative.

Collaborazioni

Ma la cosa che più mi ha sorpreso e rallegrato, è stato il massiccio numero di segnalazioni e contatti di collaborazione che abbiamo ricevuto. Abbiamo un nuovo collaboratore comunale, una nuova collaboratrice editoriale e moltissimi altri collaboratori che ci hanno contattato per aiutarci nella nostra missione.

Futuro

Siamo partiti con calma (e un po’ a rilento volendo esser onesti) ma so che ci rifaremo. Continueremo ad aggiornarvi ed inizieremo ad offrirvi molti contenuti e servizi. Ovviamente abbiamo bisogno di voi, del vostro aiuto e della vostra collaborazione. Anche grazie all’allargamento della “squadra” di FriuliADD penso che aveva ragione chi diceva che chi vuole innovare non aspetta nessuno.

EDIT: Chi vuole cambiare il mondo, non aspetta nessuno. Intanto, lo fa. [Riccardo Luna]



Calabrò: “La rete mobile collasserà” FriuliADD: “La rete fissa è già collassata”

Jul 27, 2010
Nessun commento

Il 6 Luglio scorso il presidente dell’AGCOM Corrado Calabrò ha presentato alla Camera dei Deputati la Relazione Annuale del Garante per le Telecomunicazioni.

Ottima relazione, preceduta da un intervento del Presidente Fini dove addirittura mi dicon si sia accennato a Internet for Peace. Ma al seguito di questo retorico evento annuale quali sono state le considerazioni riportate alla ribalta da Relazione e giornali?

La TV Digitale supera l’analogica, il commercio online non è sviluppato in Italia, di servizi online nemmeno l’ombra, la rete mobile (numero uno in Europa) può collassare.

Calabrò, la rete mobile sta per collassare, ma si chiede il perché? Forse perché l’Italia è l’unico stato nel quale le chiavette sono utilizzate come alternativa al digital divide e non (come si converrebbe) come modem da viaggio? Altro che smartphone, la rete mobile è ben sviluppata, ma satura e instabile come l’ormai obsoleta rete in rame italiana.

I servizi online non sono sviluppati? Facciamo un esempio:

Un commerciante friulano vuole vendere i suoi prodotti online. Ottimo direte, si aprono per lui ampie opportunità. Invece no, non è ottimo poiché quando il cliente australiano effettuerà l’acquisto si ritroverà a dover aspettare con pazienza a causa della velocità di collegamento del Bel Paese.

I contenuti non si trovano online? Ricordiamoci che  il disservizio pubblico   la Rai offre i suoi canali in streaming.. ma siam sicuri che metter online le proprie trasmissioni utilizzando un plugin come silverlight e rimpinzendole di pubblicità su un player lillipuziano sia sufficiente?

Qualche riga sulla banda larga è stata scritta, con leggerezza. Metà delle famiglie italiane non ha un pc, mentre ogni italiano possiede in media 2 telefonini. E’ giusto allarmarsi, ma prima le ricordo che la rete fisica, fissa, è già collassata.

Sono concreto (Calabrò, 6 Luglio 2010)

La rete in rame italiana è gestita da un ex monopolista senza interessi e pieno di debiti. Il dialogo per i NGN va avanti [forse] ma rimane un dialogo. Nulla di concreto.

Lasciandovi copiando il blog del Buon Quintarelli, ricordo che in Finlandia Internet è un Servizio Universale.. ma rallegriamoci, da noi il Digital Terreste ha superato la tv analogica!

Fate pure con calma..


– Il mese scorso abbiamo approvato il piano delle frequenze. Non ci credeva nessuno. E’ la prima volta che un piano delle frequenze che abbia un’effettiva probabilità di attuazione viene adottato in Italia

l’autorita’ approva un piano che non da per certo che verra’ implementato… ? mah..

– Ma se non interveniamo rapidamente, con il tasso attuale di diffusione degli smartphones, la nostra rete mobile rischia il collasso.
L’AGCOM, con vivo apprezzamento della commissaria Kroes, sta portando avanti, in Europa e in Italia, una politica finalizzata alla liberazione in tempi brevi delle frequenze radio. Contiamo di rendere disponibili circa 300 Mhz da mettere all’ asta per la larga banda

Questa e’ una notiziona. L’ultima asta tedesca ha aggiudicato 360MHz. [fonte]


ps: le pagine completamente dedicate a Internet della Relazione sono ben 5!


Sesto al Reghena (PN) : una terza tappa per FriuliADD

FriuliADD ha un nuovo obiettivo: Sesto al Reghena!

Il Comune di Sesto al Reghena è un’altra località friulana colpita dal digital divide.

La Banda Larga infatti non vuol arrivare. Nonostante la vicinanza ai cavidotti stradali le uniche e insufficienti soluzioni ad oggi a disposizione degli utenti locali sono:

– Le “chiavette” 3G costose e poco performanti;

– La mini-adsl connessione scadente 640K offerta da Telecom solo in alcune frazioni del Comune;

– I servizi di un operatore locale che non soddisfano gli standard qualitativi (sopratutto se relazionati con i prezzi) adeguati ad un’efficiente linea in Banda Larga.

Friuli Anti Digital Divide ed il suo progetto Friuli Digital Freedom vogliono intervenire e dopo due incontri con l’Amministrazione, riscontrata la voglia e la disponibilità della stessa a procedere insieme, stiamo procedendo allo studio di un collegamento wireless davvero efficiente in collaborazione con Comune e provider NGI S.p.A.

Mentre lo studio proseguirà, organizzeremo nei territori indicati una raccolta firme pro Banda Larga. A tal proposito visto il grande interesse dimostrato da alcuni utenti sul Forum di Anti Digital Divide ringraziamo tutti gli utenti che vogliono o vorranno aiutarci in quest’iniziativa.

Infine, aspettando vostre richieste di informazioni, vi segnaliamo una new entry nello Staff di FriuliADD.
Si tratta del (per ora unico) coordinatore di Sesto Denis Boz al quale auguriamo una felice collaborazione insieme a FriuliADD ed i suoi progetti.

    About

    This is the deafult sidebar, add some widgets to change it.

  • Twitter feed loading...